Quattro aliquote IVA, e come si sbaglia
29 settembre 2026 · 2 min
In Italia l'IVA ha un'aliquota ordinaria e tre ridotte:
| aliquota | dove si applica |
|---|---|
| 22 % | l'ordinaria: tutto ciò che non rientra in una ridotta |
| 10 % | fra l'altro energia elettrica e gas per uso domestico, medicinali, interventi di recupero edilizio |
| 5 % | alcuni generi alimentari e prestazioni specifiche |
| 4 % | fra l'altro alimentari di base e prodotti agricoli |
L'elenco completo dei beni soggetti alle aliquote ridotte sta nel DPR 633/1972, non in una tabella riassuntiva. Se il tuo caso non è evidente, l'elenco è la fonte.
L'errore che costa di più non è quello che pensi
Non è applicare il 10 % dove andava il 22 %. Quello si vede: gli importi non tornano, e prima o poi qualcuno se ne accorge.
L'errore caro è scrivere zero senza dire perché.
Una fattura senza IVA può essere giusta per molte ragioni diverse: operazione esclusa, non soggetta, esente, in reverse charge, oppure emessa in regime forfettario. Nella fattura elettronica ciascuna di queste ha un codice — la Natura — e sono codici diversi.
Se metti zero senza la Natura, il Sistema di Interscambio in molti casi accetta la fattura. Non ricevi un errore. Il problema si presenta a un controllo, quando la fattura c'è ma non dice perché l'imposta non c'era.
Per questo il nostro sistema si rifiuta di generare una fattura con aliquota zero senza una Natura. Non è pignoleria: è che uno zero senza motivo non è uno zero.
Il forfettario
Chi è in regime forfettario non addebita l'IVA, ma deve comunque indicare in fattura il riferimento normativo da cui deriva: l'articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190/2014. Anche questo è un campo, non una frase libera.
Fonte: Agenzia delle Entrate, «Norme generali e aliquote»; circolare 32/E del 5 dicembre 2023. Consultate il 24 settembre 2026.