I 40 euro che quasi nessuno chiede
26 settembre 2026 · 2 min
Se un cliente ti paga in ritardo, hai diritto a due cose separate. La maggior parte delle imprese ne conosce una sola.
Gli interessi
Decorrono dal giorno successivo alla scadenza concordata. Se nel contratto non c'è un termine, decorrono trenta giorni dopo che il cliente ha ricevuto la fattura. Se non si sa quando l'ha ricevuta, trenta giorni dopo la consegna.
Il tasso è quello di riferimento maggiorato. Non serve una clausola: vale perché lo dice la legge.
E i 40 euro
Questa è la parte che resta sul tavolo. Per ogni fattura pagata in ritardo hai diritto a un indennizzo forfettario di 40 euro, che si aggiunge agli interessi. E se il recupero ti è costato di più, puoi chiedere la differenza.
Non devi dimostrare di aver speso quei 40 euro. Non devi averli scritti nel contratto. Sono dovuti perché la fattura è stata pagata in ritardo.
Perché quasi nessuno li chiede
Perché vanno chiesti una fattura alla volta, e su una singola fattura sembrano pochi. Dieci fatture pagate in ritardo in un anno fanno 400 euro prima ancora di contare gli interessi — ma nessuno li somma, perché il momento in cui si dovrebbero chiedere è anche il momento in cui si ha voglia di lasciar perdere.
È esattamente il tipo di cosa che un sistema dovrebbe fare al posto tuo: accorgersi della scadenza, calcolare quello che ti spetta, e scrivere il sollecito.
Una nota pratica
Un sollecito non è un documento fiscale. Non passa dal Sistema di Interscambio, non ha un codice destinatario, non ha bisogno di nulla. È una lettera. Questo significa che funziona oggi, anche mentre la fatturazione elettronica è ancora in costruzione da parte nostra.
Quello che serve verificare, prima di mettere un numero su una lettera, è il tasso applicabile: la direttiva fissa il meccanismo, ma la misura concreta dipende dalla normativa nazionale di recepimento. Se non sei sicuro, chiedi al commercialista prima di spedire.
Fonte: direttiva 2011/7/UE sulla lotta contro i ritardi di pagamento, tramite il portale «La tua Europa». Consultata il 24 settembre 2026.